Alberto – Le “friendly” recensioni dei fatti

Abbiamo chiesto a persone che conosciamo e stimiamo di farci la recensione de “La sostanza dei fatti”, il nostro secondo disco.


02) LA SOSTANZA DI ALBERTO
Nome d’arte sul social network “Albi Pazienza”. Spenderemo poche parole su di lui, per restare in linea con la recensione. Chitarrista dei MUSCHIO, luminare degli effetti per chitarra, tennista, storico e memoria storica delle nostre terre. La sintesi tra Resistenza e giardinaggio.

AlbertoImmediato. Asciutto. Brillante. Accattivante. Ma senza big muff, di cui personalmente avrei abusato.
Il cantante più diventa padre e più diventa bravo, citando se stesso. Chapeau.

 

 

02) LA SOSTANZA DI ALESSIO
Alessio Red è un amico di vecchia data e musicalmente abbiamo condiviso gran parte del percorso musicale già dagli anni 90 – quando lui suonava il basso negli indimenticabili “Chronic Murmur”. E’ uno che ne sa di musica e ne sa di vento… e questo lo rende come minimo “autorevole”. Sebbene artigiano impegnato nella nautica e creatore di bellissime borse e sacche con vele usate e cose varie, è altresì uno che ha studiato alla SAE di Milano.
Ma al di là di tutto è un amico, cosa volete di più? Ecco la sua recensione.

REDDopo gli ottimi riscontri de: “L’indimenticane” (2015) i Don Rodriguez (in cuor mio spero il nome sia un omaggio a Michelle Rodriguez) si trovano a fronteggiare il fatidico scoglio del secondo album. Che dire, con “La Sostanza dei Fatti” lo superano a pieni voti.
La formula musicale proposta nel precedente lavoro viene consolidata e raffinata. Liberi da stereotipi musicali dei nostri tempi li classifico “indie”,anche se mi piacerebbe coniare per loro un nuovo genere: punk d’autore. Con una buona dose di originalità e il giusto bilanciamento tra influenze nostrane (mi riferisco al rock italiano degli anni 70 e 80) e “alternative”
d’oltreoceano dai ’90 in poi (Nada Surf, tanto per fare un nome); nella loro musica hanno sicuramente molta importanza i testi, per non dire che le canzoni basate sui di essi. Al tutto si aggiunge un ottimo mix tra melodia e ritmo a volte quasi in contrasto l’uno con l’altro, ma sempre in equilibrio e simbiosi.
Una nota di merito va sicuramente al lavoro fatto in studio: registrazione, mixaggio e produzione sono di alto e livello di conseguenza la resa sonora del disco è eccellente. Concludo con i miei tre pezzi preferiti del disco: La Primavera del ’93, Agosto, Astronauti.

 

01) LA SOSTANZA DI MATTEO
Matteo è il cantante degli Eleonore Quartet, un quartetto pop-folk col quale abbiamo avuto il piacere di suonare a La Fabbrica di Losone. Ha accettato la proposta di scrivere due righe sul nostro disco. Ci siamo incontrati un paio di anni fa a Mendrisio, per la festa della Musica. Vendemmo un solo CD, comprato proprio da Matteo.

MatteoUna chiara continuazione del primo album, dove l’efficacia strumentale del trio è capace di trovare una propria essenza data dal connubio tra atmosfere graffianti e suoni puliti e tondi. Un album che riesce in un certo senso a staccarsi dal panorama musicale a cui appartiene, probabilmente merito della sua capacità di attraversare momenti più lenti e minimali piuttosto che armonie melodiche in cui l’originalità risiede soprattutto nelle linee vocali squillanti dal timbro chiaro di Alberto: una voce che non ha quindi paura di emergere raccontando sensazioni e situazioni in un’inconfondibile stile di scrittura e stesura di testi, in cui sembra fare puntualmente parte la ripetizione spesso ossessiva di frasi o concetti, assecondata dagli strumenti a pieno regime. Una produzione matura e semplice ed efficace.

https://open.spotify.com/embed/album/2YzmUPOuUiu5SRgSMi8WxD

 

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